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7 febbraio 2019

Triangolo brighiano

In questi ultimi tempi è tornato in primo piano il dibattito sul celebre tema del cosiddetto triangolo brighiano – se ne parla già dagli anni 90! –, forse innescato involontariamente da Aston sul Leonardo 3/2017 e mantenuto accesissimo da Guido sulla Sibilla dopo i congressi di Elba e Roma.
Protagonista del dibattito: il ruolo ed il peso del disegno nell’economia del rebus, sia in sede creativa che valutativa, si da potersi pervenire alla qualificazione/rappresentazione del rebus come del triangolo, equilatero o meno.

Nel domandarci il perché di questo irrisolto tema e nella speranza di rimettere il dibattito su giusti e coerenti binari, ci pare utile richiamare questo illuminante importante saggio del compianto Fabio Rovella (Il Faro) presentato e premiato al Congresso di Casciana Terme nel 2000.
Tantissimi sono i concetti e le conclusioni già elaborate e che sarebbero da tener a mente ogni qualvolta si ripropone la (accademica) questione.

Qui di seguito i più recenti interventi a cura di Orofilo, apparso sul primo numero del 2019 del Leonardo, a cui è seguito Triton, nonché da ultimo quello di Excalibur, il quale introduce - probabilmente per la prima volta - il concetto di schema di rebus.

Ricordiamo che sono graditi gli interventi degli appassionati ricordando che il tema sottostante e il dibattito del triangolo brighiano è quanto peso abbia il disegno nella Valutazione di un Rebus in sede di concorso. Quanto sopra è di sicura attualità per gli autori che, al momento dell’invio dei loro elaborati, potranno e dovranno sapere la composizione della giuria e, indirettamente, il loro pensiero / metro di giudizio.

Buona lettura

Intervento del Presidente ARI

La questione del TRIANGOLO BRIGHIANO riemerge periodicamente come un fiume carsico, e sempre caratterizzata da un irrefrenabile contenuto accademico.

Poiché il tema risulta sviscerato sin dalle prime pubblicazioni del Leonardo degli anni 90, si tratta di capire del perché di questo “irrisolto” dilemma.

A mio modesto avviso perché le declinazioni pratiche del triangolo, soprattutto nell’ambito del giudizio nei concorsi, non vengono osservate con la stessa disciplina con cui sono propugnate in sede tecnica.

Partiamo da alcuni concetti incontrovertibili:

Il gioco non può prescindere dal disegno. Senza il disegno il rebus non esiste.

Per rifarci alla prassi del “maestro” Briga molti elaborati, pur in presenza di chiavi e frasi risolutive eccellenti, venivano giustamente bollati come “belli” solo sulla carta. Giancarlo affermava che, in mancanza della disegnabilità del gioco, (e lui si che poteva dirlo avendo a disposizione la penna della Brighella!), il rebus non veniva accettato. Ergo, solo con il supporto di un disegno, bello o brutto che sia, il rebus giunge ad esistenza.

Fermo restando la sua trilateralità strutturale (chiave, frase risolutiva, disegno) la mano del disegnatore può quindi valorizzare il rebus (vedi Brighella) così come penalizzarlo; tuttavia come dice Guido esso non può in linea di principio inficiare la qualità complessiva e intrinseca del gioco e soprattutto la sua valutazione in sede di giudizio.

Giusto per fare un esempio concreto e riprendere un articolo di Orofilo apparso nel Leonardo 1/19: il rebus (TENER A MENTE UNA MASSIMA LATINA) andrebbe giudicato in un eventuale concorso, solo sulla prima e seconda lettura, dando per scontato (si veda infra) che la scena sia comunque realizzabile dalla mano di un disegnatore capace.

Il plus artistico della Brighella o il minus di un carneade della matita non potrà variare il suo punteggio, salvo far arrabbiare o rallegrare il suo autore o lettore per la resa grafica ottenuta.

Ma è altresì vero che nei concorsi il giudizio finale sul valore del gioco dovrebbe essere dato solo una volta che i giochi preliminarmente scelti dalla giuria siano stati ritenuti disegnabili o, meglio ancora, siano stati disegnati. Questo al solo fine di non premiare giochi che potrebbero risultare di fatto non realizzabili (e quindi non esistenti) e, allo stesso tempo, consentire per trasparenza “un giudizio anche da parte degli altri partecipanti al concorso e dei lettori!”.

Guido, nella sua opinione, pare così essere anche consapevole del problema che la formula del regolamento del campionato sulla rivista da lui diretta, porta all’impossibilità di disegnare in tempi ravvicinati tutta la produzione “premiata” al punto che non di rado si arriva alla celebrazione di vincitori senza che i lettori abbiano potuto vedere come gli stessi siano pervenuti all’agognato alloro (verrebbe da dire che sono stati premiati dei rebus mai giunti ad esistenza, difettando del disegno / il terzo lato del triangolo).

Il concorso Briga bandito della SE può essere visto invece come buon esempio di questo postulato.

Certo, la qualità dei giochi dei vincitori possono generare altri tipi di valutazioni, ma almeno questi sono proclamati in contemporanea e corredati di supporto grafico ad opera di disegnatore valido per tutti!

Infine, quando il rebus nella sua chiave originale, supportata e in coerenza con una plausibile frase risolutiva, trova realizzazione in una armoniosa rappresentazione grafica ecco che ci si trova di fronte al BEL REBUS identificato dal triangolo “equilatero” brighiano, ma questo con il giudizio nei consorsi non c'entra.

Il menzionato assunto di Guido è talmente vero che il rebus può fare a meno del (capace) disegnatore quando i supporti grafici su cui incardinare chiave e frase risolutiva sono preesistenti: le vignette (umoristiche o meno), le riproduzioni di opere d’arte o semplici riproduzioni. In questi casi, di solito, il gioco viene costruito partendo dall’illustrazione ed il vincitore emerge “solo” grazie alla sua abilità creativa in sede di prima e seconda lettura.

Tutte e tre le componenti del rebus (chiave, frase risolutiva e disegno), assumono tutte lo “stesso peso”. ma soltanto nella sua fruizione (e non nella capacità creativa del gioco) da parte del lettore/risolutore

Sul peso dell’illustrazione nell’economia del rebus si sono, come potete immaginare, versati fiumi di inchiostro; mi piace dunque ricordare un saggio scritto dal compianto FARO nel 2000 In occasione del premio Franger a Casciana Terme.

Troverete già sviscerati e adeguatamente motivati molti degli spunti che hanno ispirato le presenti note e forse anche una risposta sull’equilateralità (o meno) del triangolo brighiano.

Cordialmente vostro.

Triton


[1] per scaricare il saggio di Orofilo estratto dal Leonardo 01/2019 seguire questo link: http://www.rebussisti.it/SpazioARI[2]/Il_terzo_lato_OROFILO.pdf

[2] per scaricare il saggio di Faro seguire questo link: www.rebussisti.it/SpazioARI[2]/faro.pdf

[3] per scaricare la risposta di Excalibur, seguire questo link: https://www.rebussisti.it/SpazioARI[2]/Excalibur_LoSchemadiRebus.pdf

[4] per scaricare il saggio di Mc Abel, pubblicato sul numero precedente di Spazio ARI seguire questo link: http://www.rebussisti.it/Spazio%20ARI%20[1]/Rebus%20classici%20e%20rebus%20popolari.pdf

Play off

Come è noto, è partito il campionato relativo alla stagione 2018-2019 con una grande novità: è stato vietato dagli organizzatori per tutto il torneo l’uso della à accentata nella chiave del rebus. Ciò pare in aderenza con la linea editoriale assunta da un paio di anni dal Leonardo, e con quella della Settimana enigmistica, in coerenza con il progetto di tenere il rebus al passo con i tempi, avvicinando alla passione per il rebus anche i giovani che al giorno di oggi, non hanno cognizione alcuna – nemmeno a scuola – dell’uso accentato della à.
Il rebus classificatosi al primo posto nella prima tappa del Play Off, ne incarna perfettamente lo spirito, senza ricorrere alla à accentata. Risulta peraltro che i primi 24 classificati della prima tappa siano stati tutti elaborati in coerenza con quanto sopra.

40° Convegno Rebus ARI e LXX Congresso Enigmistico Nazionale

Il LXX Congresso Enigmistico Nazionale e il 40° Convegno Rebus ARI si terranno ad Alessandria, luogo di nascita dell’ARI di cui celebreremo il quarantesimo convegno. Sede principale dei lavori sarà il centralissimo Hotel Alli Due Buoi Rossi. Un secondo hotel convenzionato per il pernottamento è l’Hotel Lux (vedi sezione HOTEL sul sito).
Per le informazioni sui concorsi clicca qui.
Per ulteriori informazioni: www.congressoenigmistico2019.wordpress.com

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