A.R.I. Associazione Rebussistica Italiana

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4 aprile 2019

Già Fatto

Un altro tema collegato alle valutazioni dei rebus in sede di concorso è il cosiddetto “Già Fatto”. Anche questo è un tema oltremodo sentito e foriero di numerosi dibattiti ma, diversamente dai precedenti, quasi mai sollevato pubblicamente (non alimenta cioè sedute tecniche o simili).
Il tema resta tuttavia di fondamentale importanza per la valorizzazione del rebus e della sua appropriata diffusione presso i cultori del gioco.
Concentriamoci dunque ancora sui concorsi, che costituiscono la nota più dolente del fenomeno, e che dovrebbero essere scevri, in ultima analisi, da considerazioni di carattere commerciale/proselitismo da parte delle riviste popolari e dei redattori delle riviste specializzate.
La premiazione di giochi basati su chiavi, in tutto o in parte già fatte, non fa bene al rebus in generale ed anche all’autore che, magari, lo ha già realizzato in modo similare. Anche perché, sovente, giochi già fatti, in tutto o in parte, vengono scartati in sede di spoglio dalle giurie dei concorsi.

Due esempi pubblicati di recente aiutano a meglio comprendere il problema:
VENDERE CASE CON IPOTECHE LIEVI,
già pubblicato come: GRAVARE CASE CON IPOTECHE, Quizzetto - Labirinto n° 1986;
LASCIARE TRASPARIRE CANDORE,
già pubblicato come: LASCIARE TRASPARIRE IL PERDONO IN VOLTO, Lionello - Leonardo n° 1/1990

I quattro rebus sopra citati sono, rappresentati in allegato.

Le cause di questo “fenomeno” possono essere molteplici:

  1. Autori poco autocritici;
  2. Giudici poco attenti al riconoscimento del già fatto, e/o talvolta desiderosi di privilegiare l’arrivo di nuovi appassionati piuttosto che demoralizzarli nella loro genuina vena creativa;
  3. Assenza di norme di tutela giuridica del rebus.

L’autocritica

Sinesio e Parodi già nel lontano 1984 sulla Rubrica Rebusss, L’illustrato, Oggi in Classica e Dintorni scrivevano:

«il neofita o il rebussista dalla memoria non di ferro può essere facilitato nella verifica se il suo gioco costituisca un inedito … molto, comunque, in tema d’inedito, resta affidato al senso di autocritica. Non si vuol certo porre sotto accusa l’autore avvezzo (e viziato) per anni ad inviare in ogni caso la propria mercanzia ai settimanali (…tanto, se ne accorgono lì se son chiavi o frasi abusate); ma spronando uno sforzo maggiore è tra i nostri compiti».

La convinzione di essere originali quanto a creatività o meglio ancora geniali, lo sappiamo per esperienza, è sempre avventata; è una disponibilità maggiore alla rinunzia (sempre dolorosa: anche di ciò abbiamo esperienza) non può non dare frutti positivi.

I giudici

L’avvento di banche dati circa tutti i rebus già pubblicati sulle riviste popolari e classiche ha certamente facilitato l’accertamento del Già Fatto; Il Beone, a cura del compianto Medameo oggi sostituito o dal più tecnologico Eureka, disponibile on-line sul sito della BEI evidentemente non sono consultati con la giusta solerzia, altrimenti i casi citati (che non sono gli unici) non si sarebbero potuti verificare.

Il diritto d'autore

Già nel 2002 su “Le Stagioni” il sottoscritto scriveva:

«è risaputo che i giochi rebussistici, non essendo considerati opere dell’ingegno, non godono della stessa tutela giuridica accordata invece ad altre forme espressive artistiche. Non deve quindi meravigliare se il settore (soprattutto quello delle riviste popolari) è costellato da imitazioni, plagi, riedizioni e simili».

Magopide, in occasione del XIV Convegno Rebus 1993 tenutosi a Pegli osservava che:

«caso mai sotto tutela o protezione di copy-right ricadrebbe non tanto la combinazione (o frase risultante) del rebus, quanto la sua ideazione grafica come accade che si salvaguardano i diritti di vignettisti ed autori di strisce comiche o di orrore».

Un esempio palmare valga per tutti: un diritto d’autore non può esercitarsi su «Sodoma e Gomorra» che è un binomio biblico di antichissima data ma sul «quadretto» che attua l’idea di ricavare dalle due città malfamate le voci verbali «doma» e «morrà» accoppiandole per disgiunzione in ambiente gladiatorio e suggerendo le due eventualità in successione temporale, pur nella simultaneità della scena. Di Leone da Cagli, non è la combinazione, ma l’idea di costruirci sopra un rebus abilmente, anzi magistralmente disegnato, per poter essere risolto. Dal che si evincono due conseguenze: a) che gli autori protetti sono due e cioè chi di un rebus individua la «pezzatura» e chi ne realizza artisticamente la «immagine» e b) che qualunque sia la tecnica risolutiva, ogni rebus rivendica la sua irrinunciabile appartenenza ad attività figurative.

Ovviamente queste ultime sono considerazioni un po’ datate per le quali varrebbe forse la pena fare un aggiornamento dato i notevoli sviluppi intervenuti nel campo del diritto delle proprietà intellettuali, a seguito dell’avvento delle nuove tecnologie di comunicazione e protezione delle relative informazioni.
Senza tediarvi oltre vorrei concludere per il momento sul Tema sottoponendoVi questo articolo del Langense edito sul Leonardo 3/2009. Troverete riassunti con leggerezza molti degli spunti trattati in questa sede.
Buona lettura.

Triton

[1] per scaricare i quattro rebus discussi nel testo seguire questo link: www.rebussisti.it/SpazioARI[3]/Gia_fatto.pdf

[2] per scaricare il saggio di Langense seguire questo link: www.rebussisti.it/SpazioARI[3]/GiaFatto-integrale.pdf

40° Convegno Rebus ARI e LXX Congresso Enigmistico Nazionale

Il LXX Congresso Enigmistico Nazionale e il 40° Convegno Rebus ARI si terranno ad Alessandria, luogo di nascita dell’ARI di cui celebreremo il quarantesimo convegno. Sede principale dei lavori sarà il centralissimo Hotel Alli Due Buoi Rossi. Un secondo hotel convenzionato per il pernottamento è l’Hotel Lux (vedi sezione HOTEL sul sito).
Per le informazioni sui concorsi clicca qui.
Per ulteriori informazioni: www.congressoenigmistico2019.wordpress.com

Il Comitato Organizzatore

Incontri

Martedì 14 maggio alle 16.00, presso l'Università di Bologna in via Zamboni 32, verrà presentato il volume L'enigma batte dove la lingua vuole, a cura di Emanuele Miola (Ele). Il volume contiene due saggi linguistici sul rebus, a firma di Davide Colussi (sul rebus otto- e novecentesco) e di Emanuele Miola (sull'italiano del rebus contemporaneo).
Interverrà Paolo Zublena, italianista e linguista dell'Università di Genova, autore di saggi di ricerca vicini alla sensibilità enigmistica, tra cui: la poesia novecentesca e la canzone di Paolo Conte.

L’incontro è aperto a tutti gli interessati

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